Valerio Castelli: Recensione del romanzo “La Quarta Maria”

Buongiorno lettori del mio blog, 

Oggi vi propongo un bellissimo romanzo di ambientazione storica dell’autore Valerio Castelli. Lo avevamo già recensito con i primi due romanzi dal titolo ” La fratellanza del lateral sangue ” e Fuochi nella notte “.

Dalla casa editrice Arpeggio Libero, uno dei libri più belli di quest’anno e noi lo abbiamo letto e recensito per voi.

Buona lettura.

Iana Pannizzo

valerio castelli libro

RECENSIONE DEL ROMANZO ” LA QUARTA MARIA “

Un romanzo affascinante tratto dalla penna dell’autore Valerio Castelli, che alla sua terza fatica, si afferma come uno dei più talentuosi scrittori italiani.

Ambientato in un monastero dove s’incontrano personaggi singolari e intriganti verso i quali il lettore si sente attratto in merito alla loro ambigua personalità, la storia principia con una citazione di S. Benedetto da Norcia che conferisce allo scritto un’aura di mistero.

Lasciando la vita monacale per addentrarci nei castelli e nello sfarzo di corte, nel corso della storia veniamo a contato con uomini e donne di grande orgoglio, potere e supremazia. Fra le righe della narrazione si affronta il tema della scomunica con il tono perentorio della fierezza e della paura. Temi importanti come la fede e il potere della Chiesa e dello Stato, posta, alla base di filosofi e mistici, il principio fondamentale della religione che non ammette niente che porta, chi legge, a saperne di più e interferire col senso comune della fede cristiana. Il re e il papa quindi, si riflettono l’uno sull’altro e sulle conseguenze di una disputa e poiché a ogni azione c’è sempre una reazione, Si discute di una guerra in nome di Dio e della sua insensata natura.

E’ predominante la ricerca della verità, ma essa, come ce la presenta il Castelli, è come un fiore tra un milione di boccioli apparentemente tutti uguali e fondamentalmente diversi nel campo sterminato dell’esistenza.

Il romanzo presenta un ritmo lento, quasi meditativo ma per nulla tedioso, al contrario, il lettore si sente avvolto in un’atmosfera di rispettoso culto propria di una comunità abbaziale.

L’umiltà di essere piccoli di fronte a qualcosa che non è dato sapere e la presunzione dell’orgoglio travestito da modestia, fanno del romanzo una sfida all’intelletto e alle sottigliezze della mente e dei giudizi.

Una provocazione quindi quella di Castelli, che con la sua ormai nota maestria, riesce ancora una volta ad affrontare attraverso la storia di uomini di chiesa, il concetto di bene e male entrambi ben conosciuti dagli uomini di pensiero e dai cosiddetti semplici e convince perché soddisfa le attese del lettore senza essere melenso o prolisso.

Con uno stile asciutto e lineare mai anonimo o banale che distingue il talento dell’autore, con dialoghi diretti e accurati, il lettore s’immerge nella verità molteplice che si riflette sul bene e sul male e sono le facce di un’unica medaglia.

I personaggi I personaggi mostrano un carattere umile dato per amore della fede e della regola dell’obbedienza, tuttavia senza proferire a una noiosa retorica e rappresentano non soltanto i dogmi della chiesa ma sentimenti di uomini comuni in un contesto storico che affascina e incuriosisce quale l’anno bisestile del 1076 affrontando contenuti di spessore in una storia accattivante che coinvolge e sorprende con un finale tutto a sorpresa.

Iana Pannizzo

 

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