Martina Laniero: Intervista all’autrice

Buongiorno lettori,

Ci troviamo a Venaria Reale, in provincia di Torino, che non è famosa solo per la sua bellissima reggia, ma ci offre anche talenti letterari non indifferenti.  Oggi abbiamo incontrato la giovane e bella autrice Martina Laniero, autrice di due romanzi dal titolo ” Silenzi del passato ” e ” Oltre il coraggio “. L’abbiamo intervistata per voi, per conoscerla e farvi conoscere questo giovane talento. 

Buona lettura. 

INTERVISTA ALL’AUTRICE MARTINA LANIERO a cura di Iana Pannizzo

D: Come e quando nasce la voglia di scrivere?

R: L’amore per la scrittura nacque in un periodo abbastanza nero. Incominciai a scrivere all’età di 16 anni circa. Scrivevo senza avere un obbiettivo preciso, perché mai avrei immaginato che dai quei pensieri ne sarebbe uscito un vero e proprio libro. Scrivevo nel tempo libero, e buttavo idee su idee. Poi un giorno mi accorsi che c’era qualcosa di molto più profondo che volevo raccontare. Fu un attimo che i miei pensieri divennero capitoli su capitoli. Essendo molto piccola, una volta terminato il mio primo romanzo, non ebbi il coraggio di mostrare al mondo tutte le cose che avevo da raccontare, per cui misi quel romanzo dentro un cassetto e lo lasciai lì. Ma poi, col passare del tempo, mi accorsi che non c’era niente di più bello che tentare qualcosa che mi avrebbe reso felice, così decisi a quel punto che quella storia meritava di essere letta non soltanto da me ma anche dagli altri. E con tanto coraggio mi buttai per la prima volta nel mondo della scrittura, e ringrazio quel giorno, perché è quel giorno che mi fece capire che scrivere era la mia strada, il mio sogno più grande.

D: Cosa ti ispira nella stesura di un romanzo?

R: Sono una ragazza molto curiosa, sono pezzi della mia vita, ma soprattutto il mondo che mi circonda che mi porta a tirare fuori delle idee che poi diventano dei veri e propri romanzi. Devo ammettere che c’è molto di autobiografico in quello che scrivo e che molto spesso la gente mi ci rivede in quei romanzi, ma non è solo questo, la mia mente è un treno che naviga senza volersi mai fermare.

D: Nella trama del tuo secondo romanzo, una delle protagonista, Valentina, ama il suo lavoro più della sua stessa vita. Perché, secondo te, qualcuno dovrebbe amare il lavoro più della vita? Parlaci di questo romanzo.

R: Valentina è una ragazza che ha sempre messo davanti il proprio lavoro, ma l’ha fatto senza rendersi conto però che molto spesso al di fuori di quelle quattro mura c’è un mondo che ti aspetta. Ho conosciuto tante persone che hanno sempre amato il loro lavoro più di qualsiasi altra cosa, ma il più delle volte quelle persone avevano negli occhi un barlume di tristezza che era impossibile non cogliere. Semplicemente erano persone che annientavano se stesse per cercare di rendere e di dare sempre il meglio in quello che facevano. Ma quando era ora di rendere al di fuori molto spesso non avevano la capacità di lasciarsi andare, di essere se stesse. Valentina è proprio questa, una donna forte ma molto debole, quando in gioco ci sono i sentimenti. È come se lei non avesse la possibilità di lasciarsi andare all’amore, come se quel sentimento non facesse per lei, come se non avesse la possibilità, almeno una volta nella vita, di capire che l’amore non è qualcosa che deve reprimere. La mia protagonista molto spesso si rivela un personaggio molto forte e molto freddo, ma in fin dei conti, nella lettura, ci si accorge che la sua è tutta apparenza, e che quel lavoro che per anni l’ha salvata da una vita tormentata e piena di sofferenza non ha paragoni di fronte a un cuore che le urla che l’amore può davvero salvarla da tutto e che l’unica cosa che deve fare è riuscire ad accoglierlo.

D: Due protagoniste, due poli opposti. Cosa ti accomuna a loro e cosa invece ti allontana?

R: Mentre scrivevo “Oltre il coraggio” pensavo che forse per la prima volta non dovevo affidarmi ad una sola delle protagoniste. Non volevo un copia e incolla, volevo qualcosa che potesse sfumare parti del mio carattere completamente lontane l’una dall’altra. In verità Valentina e Sara sono esattamente il mix di quello che sono io nella realtà. Parti di un carattere debole e parti di un carattere forte. È stata questa meravigliosa miscela che ha portato la creazione di due donne opposte, di due donne forti che affrontano la vita in modo differente. È sono proprio questa io, quella che combatte sempre per qualcosa, ma che molto spesso lo fa concedendo la sua parte debole o la sua parte forte. E lascio al lettore la possibilità di rispecchiarsi in una di esse, perché non c’è niente di più bello di un mondo vario e pieno di colori diversi.

D: Che emozioni ti lascia la fine della stesura di questa storia e quali sentimenti sono cambiati, se cambiati, rispetto al primo romanzo?

R: Non avrei mai pensato di scrivere un finale del genere, non pensavo di poter riuscire ad arrivare così tanto oltre. Ma speravo fino in fondo di riuscire a raccontare qualcosa di diverso, qualcosa che avrebbe spazzato via tutte le considerazioni iniziali. Il mio romanzo è graduale, passa da fasi alterne, a fasi che ti portano a pensare che un risvolto non c’è. Ma è proprio questo il bello, perché è verso la fine che il lettore comincia a capire tutto quello che prima non sembrava essere così chiaro agli occhi delle due protagoniste, ma soprattutto del lettore. Mi sono emozionata parecchio durante la stesura di questo romanzo, perché ogni passo era la costruzione di un piccolo castello che stavo creando io. Mi sono soprattutto emozionata parecchio, quando alla stesura dell’ultimo capitolo, ho sussurrato a me stessa che mi erano serviti quei momenti di sconforto per tirare su qualcosa di veramente straordinario.

D: Che tipo di lettrice sei? Nel corso degli anni com’è cambiato il rapporto con la lettura?

R: Amo molto leggere da parecchi anni. Amo molto i generi thriller o romantici ed è per questo che i miei romanzi hanno sempre avuto un tocco di mistero, mischiato a un tocco di amore. Ho sempre cercato di portare il lettore in un mondo dove la possibilità di scegliere può essere molto più ampio di quello che sembra.

D: Ti va di parlarci dei tuoi progetti futuri?

R: Sono molto propensa nei miei progetti futuri nella stesura di un terzo romanzo. Ho già le idee chiare su cosa vorrei raccontare, e per l’ennesima volta sento che ne verrà fuori qualcosa di innovativo e speciale. Ma nel frattempo conservo il mio grande sogno, quello che non abbandonerò mai, la mia amata scrittura.

Grazie per essere stata con noi e di aver accettato questa breve intervista. Ci rivediamo tra le vie di Venaria Reale e naturalmente alla prossima intervista.

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