Coronavirus: riflessioni di una blogger

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In questo tempo beffardo , dove il tempo sembra sospeso tra la paura e la speranza, leggo ovunque, striscioni con su scritto” andrà tutto bene “.  Se da un lato si vuole far raggiungere il messaggio di speranza ai malati di Coronavirus, ai positivi asintomatici, ai sani che non sono neanche sicuri di esserlo, a chi sta in terapia intensiva, dall’altro lato mi fa arrabbiare. Perché in realtà non è andato bene nulla. Ci sono morti. E tanti. E anche solo  per una la vita andata a causa del virus non è andato bene nulla. Abbiamo famiglie distrutte dal dolore, mogli, mariti, padri, madri, figli, amici. A queste persone non è andato per niente bene. Non andrà più niente bene.  Poi c’è la paura e la gente cosciente e responsabile che si chiude in casa per uscire solo  in caso di estrema necessità e ci sono quelli che si credono invincibili noncuranti del danno che fanno a se stessi e agli altri. Chi si lamenta, chi canta sui balconi , chi piange, chi prega e chi si abbandona ad uno sfogo liberatorio che in realtà non libera proprio da nulla. Ci sono le mamme disperate che impazziscono davanti al pc su una piattaforma scolastica che lascia parecchio a desiderare. Ci sono maestre che si danno alla pazza gioia e lasciano compiti come se fossero caramelle distribuite ai più piccoli. Ci sono papà che rischiano il lavoro e stentano ad arrivare a fine mese, altri che rischiano il contagio perché al lavoro ci devono andare ugualmente. Ci si lamenta, però non si sta alle regole neanche per fare la spesa e magari sono gli stessi che si dichiarano nostalgici delle regole e della dittatura del fascismo ma guai a toccare la loro libertà.  A dispetto di tutto, stiamo tutti soffrendo per questa condizione che ha messo in ginocchio un intero Paese facendo perdere il senno, la lucidità persino in una battuta umoristica. Si viene fraintesi, si finisce per perdere la calma. Ci si dichiara isolati.  Intanto abbiamo dimenticato l’emergenza inquinamento, la fame nel mondo, la guerra, gli omicidi e tanto altro. Ci siamo concentrati su un problema che basterebbe un po’ di buonsenso da parte di TUTTI  per debellarlo e non ci rendiamo  conto della fortuna che possediamo.  Primo fra tutti: siamo sani. Abbiamo una casa in cui rifugiarci, possiamo comprare cibo per sfamarci, abbiamo i mezzi per comunicare i nostri pensieri, le nostre angosce e le speranze (internet in questo caso è davvero una grande risorsa), abbiamo tempo per dedicarci ai nostri figli, e non soltanto per far fare loro i compiti scolastici, per quello c’è tempo. Parlo della possibilità di osservare la loro crescita, il loro pensiero, le loro reazioni. La possibilità di conoscerli davvero e scoprire che sono ben diversi da noi, dal nostro fare, dal nostro quotidiano, dal nostro tempo che diamo scontato in qualsiasi cosa si faccia. Il tempo ( di qualità ) è l’unica cosa da difendere poiché in esso c’è tutto ciò di cui abbiamo bisogno.  La paura va sconfitta come questo maledetto virus che prende la mente, il cuore e i pensieri oltre il corpo. Quando tutto sarà finito.. perché finirà, non dimentichiamoci chi siamo e cioè essere fragili, che abbiamo bisogno l’un l’altro come l’aria e l’acqua. Non dimentichiamo di essere tutti sotto lo stesso cielo, nel cosmo infinito dell’incertezza e del movimento.. senza dar nulla per scontato. Godiamocela questa vita in qualsiasi situazione, non lamentando di ciò che ci manca, ma gioendo per ciò che abbiamo.  Abbiate buonsenso, restate a casa, aiutiamo i medici,  gli infermieri, ausiliari e tutto lo staff ospedaliero. Aiutiamo i camionisti che ci riforniscono, aiutiamo tutti quelli che sono costretti ad andare a lavoro.. restiamo uniti e amiamo la vita. Per noi.. per i nostri figli.

Iana Pannizzo

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