

RECENSIONE a cura di Iana Pannizzo
Doppio carico, scritto da Loriana Lucciarini, è un breve libro – intervista in cui l’autrice dà forte voce alle donne lavoratrici con scenari diversi che fanno da cornice come a un’antica fotografia. Non è un romanzo dove fanno capolino eroine di altri tempi tramandate ai giorni nostri, qui non ci sono eroi dai super-poteri ma donne, prima ancora di essere mamme e lavoratrici sulla strada della grande piaga del precariato.
L’autrice raccoglie diverse testimonianze di incontri, di protesta, di sindacati e di battaglie per la propria dignità e quella altrui. In un tempo in cui si corre troppo, dove la vita privata sembra perdere quasi il senso di appartenenza, la condizione della donna che percorre la sua strada a fatica, richiama l’esigenza di passare dall’altra parte della barricata, in prima linea sul fronte lavorativo e con i piedi ben puntati per terra, rivendicando il proprio ruolo in una società ancora fortemente maschilista.
Se è lecito sperare in un cambiamento che non arriva, è pur vero che debba partire da noi, dal nostro pensiero e dalle nostre azioni schierandosi e camminare fieri, diventare grandi dentro questo grande vortice della difesa dei diritti e la libertà.
L’autrice ripercorre strade dalla Basilicata, all’Emilia Romagna, a Roma, vite spese a cercare di non essere solo un numero di fabbrica, un pezzo umano facente parte di macchinari seriali.
Donne diverse che reagiscono differentemente alla propria condizione, si parla del progresso, delle industrie, dei robot, di una politica cui torna comodo far finta dimenticare.
Davanti ai cancelli delle fabbriche si racconta la solidarietà fra i colleghi, ma anche la lotta del lupo mangia lupo a discapito del valore umano.
Un libro da leggere, da comprendere e da ricordare soprattutto quando si osserva un prodotto finito, dalle multinazionali ai supermercati sotto casa, il percorso di chi sta dietro di ciò che vediamo, ma non conosciamo, il percorso irto di coloro che non hanno paura e affrontano gli spinosi divari su cui far fronte in un tempo che non basta mai.
Leggiamo queste storie e immaginiamo donne come noi, che si alzano al mattino e iniziano a brillare di luce propria come piccole stelle lontano nel cielo, malgrado le discriminazioni, la rabbia, le lacrime e i sogni infranti. Donne, madri, operaie, che contano sulla dignità di essere se stesse.
