Libreria Ribelle, la libreria degli scrittori emergenti.

La Bella e la Bestia. Ecco i libri citati nel film - Mellow Animazione

Ciao lettori,

Finalmente ripartono le fiere e le presentazioni, il contatto con i lettori, i sorrisi e le “ strette di mano”. Finalmente ci si può guardare negli occhi lasciandosi alle spalle videointerviste e la fredda tastiera di un pc.

Le fiere, il Salone del Libro e altre manifestazioni non sono mai state tanto attese come quest’anno e siamo davvero contenti di poter scambiare chiacchiere e opinioni con altri autori, poterli conoscere dal vivo.  Voglio parlarvi di una realtà a dir poco bellissima per gli autori emergenti e di cui io stessa faccio pare da qualche mese. Si tratta della Libreria Ribelle di Valentina Bobbo.

 Già la scorsa settimana, nella splendida cornice di Noale, in Veneto, ho avuto modo di conoscere persone interessanti, poiché si è svolto un evento, il primo di una lunga serie, dedicato agli autori che credono nel loro sogno. Siamo molti ( eh si, ci sono anch’io ) e per tutti i gusti. Si spazia dal romance, al drammatico, horror, storico, gotico, saggi e molto altro.

 Libreria Ribelle è una realtà che ha tutte le carte in regola per crescere perché  Valentina Bobbo ha la capacità di valorizzare ogni autore e metterlo a suo agio come nessun altro sa fare grazie alla sua bravura, simpatia, la voce melodiosa e professionalità. Vi invito pertanto a visitare la pagina fb e Instagram e tenere d’occhio gli eventi futuri che non mancheranno di sorprese.  

Cambiare l’acqua ai fiori di Valérie Perrin: recensione a cura di Iana Pannizzo

Cambiare l'acqua ai fiori
Autore: Valerie Perrin
Editore: e/o
Pagine: 480
Anno di pubblicazione: 2019
ISBN: 9788833571478
Violette Toussaint è guardiana di un cimitero di una cittadina della Borgogna. Ricorda un po’ Renée, la protagonista dell’Eleganza del riccio, perché come lei nasconde dietro un’apparenza sciatta una grande personalità e una vita piena di misteri. Durante le visite ai loro cari, tante persone vengono a trovare nella sua casetta questa bella donna, solare, dal cuore grande, che ha sempre una parola gentile per tutti, è sempre pronta a offrire un caffè caldo o un cordiale. Un giorno un poliziotto arrivato da Marsiglia si presenta con una strana richiesta: sua madre, recentemente scomparsa, ha espresso la volontà di essere sepolta in quel lontano paesino nella tomba di uno sconosciuto signore del posto. Da quel momento le cose prendono una piega inattesa, emergono legami fino allora taciuti tra vivi e morti e certe anime, che parevano nere, si rivelano luminose. Attraverso incontri, racconti, flashback, diari e corrispondenze, la storia personale di Violette si intreccia con mille altre storie personali in un caleidoscopio di esistenze che vanno dal drammatico al comico, dall’ordinario all’eccentrico, dal grigio a tutti i colori dell’arcobaleno. La vita di Violette non è certo stata una passeggiata, è stata anzi un percorso irto di difficoltà e contrassegnato da tragedie, eppure nel suo modo di approcciare le cose quel che prevale sempre è l’ottimismo e la meraviglia che si prova guardando un fiore o una semplice goccia di rugiada su un filo d’erba.

Il libro presenta varie sfaccettature e tra sentimenti che si fanno carico di una mole troppo forte perché trovi ristoro, l’autrice finisce per scrivere forse più di quanto un lettore medio riesce a sopportare. Proprio per questo, Cambiare l’acqua ai fiori” di Valérie Perrin, è un romanzo per molti, ma non per tutti.

La scrittura è delicata, lo stile diretto con frasi ad affetto e capitoli brevi e ciò fanno si che il lettore si riprenda da un’emozione o sia invogliato a continuare. La vita della protagonista è come una guerra in cui tutti i sogni sono portati via, spazzati dal dolore, dalla perdita e dalla delusione. Resta solo il vuoto che accompagna come un risucchio di sottofondo uno schianto improvviso, soltanto che in questo caso il vuoto si trasforma in un compagno di vita che strozza la gola e le viscere.

Il romanzo presenta vari punti di vista, quello della protagonista Violette, che rimane senza risposte per anni perché la vita le ha dato solo indifferenza, per poi trovarle in un volto amico, attraverso la natura e paradossalmente attraverso la morte. Scritto in prima persona ci perfora con la delicata certezza di una fame d’amore e di vita che la ripaga di uno stato d’abbandono e di fallimento.

 Intorno, ruotano personaggi più o meno forti, come meteore al buio che squarciano il cielo illuminandolo per pochi istanti. Violette si ciba di questa luce e poi se ne libera. Tutto è focalizzato nella riflessione della morte, della vita in essa, giacché parte di una vita effimera involucro che custodisce altra vita, palesandosi sotto forma di energia.

La compassione tuttavia persiste malgrado l’aridità dei sentimenti su cui ruotano i rapporti. L’inesistenza dei dialoghi e della libertà di espressione tra i vari personaggi porta ad un baratro di solitudine come chi si ricuce una profonda da solo e senza anestesia.

Il romanzo è una voragine dentro la quale cadono le colpe e le verità, le bugie e i sensi di colpa. Dentro la quale ognuno si porta appresso il peso della propria coscienza e delle viltà. E poi la paura, di amare, del rifiuto, di restare morti intrappolati in un corpo che respira ancora.

La morte, il cimitero, il lutto delle persone, gli animali che consolano e poi ancora la natura che rinasce ad ogni raccolto, ad ogni fiore, ad ogni promessa di primavera, come naufraghi nel mare delle emozioni più tempestose, non fanno che rievocare la vita che prepotente si prende la sua rivincita.

Questo romanzo può risultare noioso perché a volte si perde dentro le vite, raccontando altri passati, altri silenzi tuttavia necessari per conoscere dinamiche di stralci di presente che si confondono col niente e col tutto della protagonista.

Un romanzo attento e tuttavia evocativo, diverso, triste ma anche bello se si lascia andare la ragione per guardare con gli occhi del cuore una storia che in fondo ci appartiene.

E’ un romanzo probabilmente adatto a chi sta cercando di elaborare un lutto, una perdita, un dolore forte. Adatto a chi ha voglia di capire la sofferenza senza contrastarla, per accettarla come parte di vita, di vedere che oltre il dolore c’è la vita che scorre e prevarica nei giorni bui di un’infinita tristezza.

Il Vagone Sul Binario Morto di Cesare Impera. Recensione a cura di Iana Pannizzo

Il vagone sul binario morto: (Collana Segreti in giallo) di [Cesare Impera]
Titolo
Il vagone sul binario morto
Segreti in giallo
Autore
Cesare Impera
Editore
PubMe, 2021
ISBN
8833668363, 9788833668369
Lunghezza
282 pagine


Torino, novembre 2018. Nella notte tra il primo e il due novembre si consuma un terribile omicidio. L’ennesimo. La città è sconvolta. Stavolta la vittima è il figlio del Vice Commissario Soletti, da anni in servizio presso la locale Questura. Il feroce assassinio del giovane disabile, ritrovato morto nei pressi di un vagone dismesso della Stazione di Porta Nuova, apre una serie di scenari che affondano le loro radici in un tragico passato.

Se siete alla ricerca di un bel giallo da leggere, vi consiglio il libro di Cesare Impera. Una scrittura schietta e provocatrice che si fa dura e amara come un’erba selvatica ma che al momento opportuno si addolcisce di struggente malinconia. I personaggi sono ben caratterizzati da un passato che non passa e li condanna ad un presente perennemente irrisolto.

In essi, che si tratti di assassini, assassinati o indagatori, permane una storia senza giro di svolta che si aspetta da troppo tempo e non arriva mai. Non c’è rispetto, né pazienza, né gioia. C’è la consapevolezza di una vita troppo dura, si gioca alla sopravvivenza senza il rispetto alcuno dell’altro.

L’autore fa conoscere una Torino fatta di egoismi anche nei rapporti più intimi. Una Torino avvolta nel mistero e nella malavita, in cui chi ha l’ardire di addentrarvisi ne esce storpiato nell’animo.

La stesura, a tratti può risultare piatta ma un lettore più attento a leggere sopra le righe si accorge delle molteplici sfumature dell’inquietudine anche quando situazioni e dialoghi sembrano ripetersi.

Il senso di rivalsa, da parte di chi sembra non abbia niente da perdere, si gingilla a sfavore dei giochi di ruolo e della fatalità che non perdona.

L’autore si cimenta in un giallo tutto da scoprire, da leggere sotto l’ombrellone o sul divano di casa. Un romanzo che vi lascerà di stucco e vi terrà incollati dalla prima all’ultima pagina.

Sogliano al Rubicone: museo del disco e della carta

Ciao lettori,

Solitamente ci occupiamo di libri, interviste e recensioni, ma dal momento che molti di noi sono ispirati dalla magia della musica per trarre ispirazione ed attingerne per dar vita alla propria creatività, è doveroso, ma anche un immenso piacere, parlare dell’arte di cui nessuno può fare a meno: la musica.

Oggi vi farò conoscere il museo del disco d’epoca e della carta di Roberto e Davide Parenti. Questo gioiello si trova a Sogliano al Rubicone, in provincia di Forlì-Cesena. Il museo è ricco di atmosfera che parla di un passato magico e sospiroso, in cui è facile perdere la cognizione del tempo ammirando veri e propri tesori d’epoca.

Jukeboxe che ricordano tanto le serate davanti alla tv a guardare il telefilm happy Days ancora perfettamente funzionante, grammofoni dalla bellezza avvolgente, fonografi che ti portano lontano col il loro suono ormai dimenticato, che sa d’irreale, di magico. Ci si trova immersi nella storia della musica passando dai Columbia a De Andrè. Un’intera sala è dedicata ai miti degli anni 50/70 come i Beatles, Elvis Presley e Led Zeppelin e vogliamo parlare della chitarra di Bruce Springsteen e di Jimmy Page?

L’archivio poi è maestoso. Trovarsi in quelle splendide sale non ti fa solamente sognare di essere in quelle sale dove si ballava e ci si innamorava al suono di una melodia, è anche il percorso di una storia che non vuole e soprattutto non deve perdersi nel tempo della tecnologia e della fretta. Il museo del disco d’epoca vale la pena di essere visitato, vissuto, per ritrovare quel dolce sapore di antico, di passato, scolpito nella memoria degli anziani, ritrovandone la bellezza al suono di uno swing.

Il museo del disco, non è l’unica perla. Al piano superiore si può ammirare anche il museo della carta dove ci si perde nelle opere classiche, libri unici, superbe riproduzioni come la Bibbia di Gutenberg. Dei veri gioielli della cultura. Dal museo del disco d’epoca e della carta si esce più ricchi dentro, più completi e soprattutto consapevoli di quanta bellezza ci passa davanti negli anni e nella storia.

Iana Pannizzo

http://www.museodeldiscodepoca.com/

Intervista all’autore Carlo Albè a cura di Iana Pannizzo

Ciao lettori,

Il nostro blog, come ormai sapete, ospita autori e autrici di notevole bravura, particolari e degni di attenzione. L’autore che abbiamo intervistato non è da meno. Uomo di teatro, scrittore, giornalista, un artista a tutto tondo che vale la pena di conoscere. Lui è Carlo Albe’ e lo abbiamo intervistato per voi. Carlo è un giornalista pubblicista, ha scritto per il teatro, per il quotidiano di Varese, novelle di resistenza partigiana. Sempre impegnato nel sociale scrive “ L’importante è non restare“, “Stabile Precariato” e “Gelem Gelem” ( di cui potete leggere la recensione cliccando qui ) . Scrive anche una biografia romanzata dal titolo “Oh Belli Ciao!” sui Modena City Ramblers, in collaborazione con Cisco Bellotti. Sempre accompagnato dalla voce di Cisco scrive “Adda Venì Baffone“, spettacolo teatrale che precede un altro successo come “L’Ultima Apra la Porta“.

Carlo Albè raccoglie esperienze di vita e le “lancia” al mondo per curare, sensibilizzare, denunciare o semplicemente riflettere un’umanità che si mostra sempre meno depositandosi sul fondo delle coscienze addormentate. Un artista da vedere, leggere e conoscere.

Carlo Albè

INTERVISTA a cura di Iana Pannizzo

Ciao Carlo e benvenuto al blog “Un libro per amico-non solo recensioni”. Ami definirti un cantastorie e in
ogni libro o rappresentazione teatrale una parte di te si mostra al mondo impegnato nel sociale, dal lavoro precario alla condizione delle donne che subiscono violenza fino a finire nel recente Gelem Gelem. Cos’è cambiato in te, se è cambiato, nel corso degli anni?


Ciao a te e grazie per l’intervista! Cos’è cambiato? Senza dubbio la consapevolezza di poter trasformare la scrittura e il teatro in un lavoro e proprio. Una decina d’anni fa non era così, vuoi perchè la mia testa ragionava in maniera completamente diversa, vuoi perchè qualcosa si era frapposto tra il sottoscritto e la convinzione, ma davvero facevo fatica a pensare che le mie parole sarebbero servite a qualcosa. Sono felice di essermi sbagliato!


A quale dei tuoi personaggi ti senti più vicino e perché?


Beh, direi ai protagonisti di “Stabile Precariato” ed “E’ tutto loro quello che luccica”. Degli antieroi per eccellenza che masticano da sempre un desiderio di rivalsa. Purtroppo nei due romanze le cose vanno un po’ diversamente, ma a loro voglio davvero bene. E pure Ernesto, protagonista de “L’importante è non restare” è stato importante, una sorta di amico immaginario apparso senza aver assunto droghe!


Si parla sempre del futuro ma ci si scorda sovente del presente. Sei d’accordo?


Sì, ma aggiungo che a volte si rimane davvero troppo ancorati al passato. Sembra che in noi ci sia un’innata
capacità di non gustarci l’attimo, è triste, se ci pensi. Ma noi siamo fatti proprio di questo, di attimi, lunghi o corti che siano. In Adda Venì Baffone si canta di “sogni infranti che non trovano spazio nemmeno dentro l’ultimo cassetto”. Sembra una frase di chiusura, di arresa alla vita e all’ingiustizia, ma ogni tuo lavoro urla il contrario. Cosa vorresti gridare al mondo senza troppi giri di parole?
Tutte le volte che ho cercato di prendere a pugni il mondo è accaduto il contrario. Non ho tutta questa voglia di urlare, anzi credo sia abbastanza inutile. Vorrei solo parlare, chiedere a questo benedetto mondo perchè nella stragrande maggioranza delle volte vanno avanti solo gli “eletti”, quelli senz’arte né parte. Non travisare, non è vittimismo, ma semplice consapevolezza. A me piace sgomitare ma a volte penso che sarebbe bello giocarsi le proprie possibilità ad armi pari, non credi?


In “L’ultima apra la porta”, spettacolo teatrale, ti focalizzi sulle donne e sul femminicidio. E’ un argomento
spinoso che purtroppo sembra non vedere fine. Che rapporto vivi con il genere femminile?


Emozionale, positivo, contrastante, divertente, passionale. Lo spettacolo che hai citato è nato dall’urgenza di
dimostrare (se mai ce ne fosse bisogno) che più uomini parlano di ciò che accade attorno al mondo femminile e prima usciremo da questa cloaca chiamata omofobia. Quindi sempre assieme alle donne! In tutto, per tutto! Anche se non “adoro” quelle che ci definiscono come dei “Mononeuroni”, incapace di fare 2 cose contemporaneamente. A dirla tutta mi fa incazzare proprio.


Se potessi, cosa insegneresti ai giovani?


Ah, non lo so. Forse a viaggiare il più possibile, a coltivare l’arte dell’ascolto e ovviamente ad ascoltare un po’ di
musica decente.

Parliamo di Gelem Gelem, libro pubblicato di recente. Esso offre ottimi spunti spunti di riflessione. Com’è
maturata l’idea?


Sono rimasto molto affascinato dalla storia del Presidente di Stay Human e di conseguenza ho deciso di raccontarla, mischiando la narrazione alla realtà, inserendo personaggi che in realtà non esistono, accoppiandoli ad altri che invece vivono e respirano! E’ stato un successo su tutta la linea, forse il più inaspettato. Avremmo potuto fare di più, ma quando in un gruppo di lavoro si inseriscono i cosiddetti “Mononeuroni” con fame di protagonismo beh, diventa tutto più difficile. Sono comunque molto felice, ma come ho già avuto modo di dire, questo progetto si chiude qui. In bellezza.
Si ha sempre paura da ciò che consideriamo diverso, da ciò che consideriamo diverso da noi, ma perché,
secondo te c’è tanto pregiudizio in ciò?
Salvini, Meloni, Casa Pound, Rete4, Libero, Il Giornale…basta come risposta?

Il protagonista usa la rabbia come risorsa, ma come si fa affinché non prenda il sopravvento quando ci
sentiamo sbagliati agli occhi del mondo perbenista?


Trovo che la rabbia (se incanalata nel modo più giusto) sia sempre la risposta migliore. Del perbenismo ce ne
facciamo poco se ci pensi, dobbiamo per forza fare bella figura con tutti, è obbligatorio che chiunque abbia un
parere positivo o non troppo negativo su di noi? Io non credo. La rabbia è una formidabile ancora di salvezza,
soprattutto quando si tratta di “riemergere” dopo una brutta botta. Purtroppo ne so qualcosa e non sono certo
l’unico.


Carlo, noi ti ringraziamo di essere stato con noi e di averci dedicato il tuo tempo e ci rivediamo al prossimo progetto letterario o teatrale.

Grazie a voi, è stato un piacere, a presto!

LISTA DI RECENSIONI-ARTICOLI-INTERVISTE.

Ciao lettori, il blog chiude per circa tre mesi causa trasloco. In attesa di nuove recensioni, vi lascio una lista divisa per genere, articoli e interviste da me pubblicate in questi anni. Buona ricerca e buona lettura.

Articolo sul Museo Diffuso della Resistenza a Torino

Articolo sugli autori emergenti

Articolo promozione del mio libro “Storie dell’altra favola”

Articolo sulla Dad: intervista al professore Andrea Lanzola ( osserviamo da vicino il punto di vista dei professori)

Articolo sulla Dad: intervista ad una studentessa liceale ( osserviamo da vicino il punto di vista dei giovani)

Articolo: la Venaria Reale che legge. Book Crossing

Riflessioni personali su Andrea Camilleri

Rubrica per piccoli lettori: Una fiaba nel cassetto

Riflessioni sul Covid19

INTERVISTE

Fabio Cosio

Carlo Albe’

Alessandro Del Gaudio (intervista video)

Alessandra Delogu

Alessia Francone

Luciano Ricci

Nino Raffa

Ugo Nasi

Luciano Sartori

Daniela Borla

Imma Venturo (intervista video)

Cristiano Pedrini (intervista video)

Federica Martina (intervista video)

Jessica Maccario

Mario Chiodetti (intervista video)

Silvia Castellano

Martina Laniero

Mattia Cattaneo

Nadia Dicursi

Gianluca Villano

Silvia Cavallo

Elvio Ravasio

Sarah Rivera

Elena Genero Santoro

Elisa Biffi (intervista video)

Anna Mantovani ( intervista video)

Federico Fenu

Rubrica “Blogger del mese”

Roberto Orsi

Wwayne

Camprogen

Sara Valentino

Marco Lovisolo

Lidia Ottelli

Raffaella Augusta Giglioli

Elena Genero Santoro

Rosanna Lia

Autori a confronto

Trudi Canavan e Alessia Francone per il genere fantasy

Nino Raffa e Fabio Cosio per il genere storico

Sophie Kinsella e Manuela Siciliani per il genere romance

Recensioni

Storici

Penitenziagite di Fabio Cosio

La Saga Del Grifone di Alessandro Spalletta

1657 L’Anno Della Peste di Roberto Palumbo

La Versione di Abbondio di Nino Raffa (Fiction storica)

La Palude Dei Fuochi Erranti di Eraldo Baldini (Fiction storica)

L’ultimo affresco di Ugo Nasi ( Fiction storica)

L’Ambiguo Sorriso di Gilda di Riccardo Borgogno (Fiction storica)

La Selva Degli Impiccati di Marcello Simoni (Thriller, Fiction storica)

La Prigione della Monaca Senza Volto di Marcello Simoni ( giallo storico)

Il Segreto del Mercante di Libri di Marcello Simoni ( giallo storico)

L’Ultimo Velo di Nancy Bilyeau (Fiction storica)

La Cattedrale Del Mare di Ildefonso Falcones

La Fratellanza Del Lateral Sangue di Valerio Castelli (Fiction storica)

La Quarta Maria di Valerio Castelli ( Fiction storica)

La Fortezza del Castigo di Piepaolo Brunoldi e Antonio Santoro ( Giallo storico)

La Dama di Barcellona di Daniel Sanchez Pardos

La Legione Venuta Dal Mare di Ivan La Cioppa

Mistery e Gialli

La valle degli eretici di Riccardo Borgogno

La spiaggia si tinge di rosso di Marzia Francesconi

Arcana Rubris di Ugo Nasi

Io sono l’usignolo di Emanuela Navone

Horror

Streghe di Paolo Prevedoni

Verba Daemonis di Enrico Stel (horror fiction)

Viaggi

Lo zaino è pronto, io no di Marco Lovisolo

Bambini

Il pipistrello Matteo e altre storie di Maria Gangemi

Trasforma le emozioni di con un tocco di Sara Bassot

Il fabbricante di suoni di Alessandro Ricci

Letteratura contemporanea

Gelem, Gelem di Carlo Albè

Baba Dochia di Luciano Ricci

La vedova forestiera di Alessandra Delogu

Le libere donne di Magliano di Mario Tobino

Fuochi nella notte di Valerio Castelli

Doppio carico di Loriana Lucciarini

Storia di un numero di Davide Rossi

La casa delle bambole di vetro di Daniela Borla

A piedi nudi di Claudio Secci

L’ultima risata di Elena Genero Santoro

Claire nella tempesta di Elena Genero Santoro

Il disco della Fougez di Mario Chiodetti

Profumo di nonna di Wilma Coero Borga

Liquirizia di Claudio Loreto

Lo smemorato di Collegno di Luciano Sartori

La prima volta in cui sono morta di Marta Minotti

Quando il sole si prendeva sui terrazzi di Nadia Dicursi

La ragazza della musica di Carlo Cavazzuti

Ti ho incontrata sul mare di Luciano Ricci

Il prete nuovo di Tina Caramanico

Un cattivo esempio di Tina Caramanico

Il gatto che aggiustava i cuori di Rachel Wells

Humor

Confessioni di una Badmum di Elena Genero Santoro

Che Dio perdona a tutti di Pierfrancesco Diliberto ( Pif)

Le solite sospette di John Niven

Racconti

L’esule di Cristiana Francone

Ti Fermi e.. racconti (coautore Alfonso Pistilli)

Fantasy

La maga di Reinkar di Alessia Francone

Reset di Claudio Secci ( fantascienza)

I guerrieri d’argento di Elvio Ravasio

Romance

Chiedimi se sono felice di Silvia Cavallo

L’Isola di Corentin di Cristiano Pedrini (MM)

Un tempo per tornare di Nicola Accordino ( MM)

Io ti libererò di Jessica Maccario

Gli occhi dell’oceano di Cristiano Pedrini (MM)

Rebecca Town a Parigi di Manuela Siciliani

La Custode della seta di Manuela Chiarottino

Tutti i colori di Byron di Manuela Chiarottino

Una nota nel cuore di Ilaria Mossa

E le stelle brillano ancora  di Mattia Cattaneo

Stanotte o mai più di Elena genero Santoro

Love=love quattro voci fuori dal coro di Marzia Accardo-Elisa Mura- Lily Rose e Katia Arduini

Sarah Rivera: intervista a cura di Iana Pannizzo

Ciao Lettori e lettrici, siamo giunti al mese di maggio, mese delle rose e del romanticismo e quindi non potevamo non ospitare una reginetta del romance come Sarah Rivera, bella e talentuosa che fa sognare le sue lettrici ad ogni suo romanzo. Noi del blog abbiano voluto incontrarla e scambiare due chiacchiere.

Nessuna descrizione disponibile.
Sarah Rivera vive al mare e ad un passo dalla montagna. Nella vita è un matematico, ma al di là di tanta razionalità è una sognatrice, ama scrivere e quando inizia non si ferma mai. Il suo primo romanzo Fuori Controllo (Cutted Edition), un contemporary medical romancepubblicato nel luglio 2020, è stato un successo che lei non avrebbe mai immaginato ed è ancora nei primi posti in narrativa medica; a quasi cinque mesi dalla sua uscita è stata rilasciata la sua versione in lingua inglese. La sua passione sono i viaggi e, oltre che scrivere, leggere e lo farebbe ogni momento. Oltre a INSTA-Love ha pubblicato: Fuori Controllo (Cutted Edition), Out of Control (Cutted Edition) english version, Amore senza compromessi e Destini Legati. Social Networks Fb: Sarah Rivera; IG: @sarahriverawriter

Sarah, a quanto pare sei una reginetta del romance, non hai certo bisogno di molte presentazioni .
Quando hai cominciato a scrivere e com’ è nata la tua passione per il genere rosa?


Scrivo da sempre. I rosa li ho sempre amati, ero Harmony dipendente in un certo momento della mia vita e li scambiavo con le amiche come le figurine.


Cosa ti fa sognare di più nella stesura di un romanzo e cosa invece eviteresti?


Sogno sempre. Mi piace immaginare nuovi scenari e storie che fanno battere il cuore dei protagonisti…e dei lettori.


Non credi che il genere romantico si scontri troppo con la realtà odierna? Scrivere d’amore può intendersi semplicemente come una fuga dalla realtà o c’è qualcosa di più profondo in cui credere?


Non lo so. È una bella domanda. Oggigiorno sembra non esserci molto tempo per l’amore e il romanticismo. Questa estate ero a cena in un ristorante e un ragazzo, nel tavolo di fianco, si è alzato e si è inginocchiato davanti alla sua donna per accarezzarla semplicemente e sussurrarle qualcosa all’orecchio. Ho pensato che “non tutto è perduto!”


Ogni romanzo è come un figlio. A quale storia sei legata di più?


Difficile da rispondere. La storia di Erika “Amore senza compromessi” sembra molto lontana dalla realtà dei comuni mortali, ma Erika è un personaggio che potrete amare non per tutto quello che ha, ma per quello che non ha e desidera con tutto il suo essere.


Parlaci del tuo ultimo lavoro. Come è nata l’idea? Come organizzi il tuo lavoro?


INSTA-Love è nato dal mio navigare, da amicizie fatte in rete, fantasia e realtà. Il risultato è una storia che spero emozionante, delicata, fresca. Il mio lavoro non riesco bene ad organizzarlo. Conciliare scrittura e famiglia è complicato. Scrivo quando posso.


Ti capita mai di avere il cosiddetto blocco dello scrittore? E se si, cosa fai per sbloccarlo?


Finora no.


Hai un autore/autrice del cuore? 


Tom Clancy (amo gli Adventure), se devo parlare di romance ne ho un elenco .


Progetti futuri? 

 Al momento sto lavorando ad uno spin off di INSTA-Love e poi all’editing di un romanzo che sto ampliando; lo avevo pubblicato in settembre e ritirato. Tornerà! È stato un primo posto di categoria e mi auguro che ci torni…ci saranno sorprese.


Sarah, noi ti ringraziamo per averci dedicato il tuo tempo, ci rivediamo alla prossima intervista e naturalmente al prossimo libro. 

 
Grazie a voi, davvero di cuore 

Segnalazione: Qualcosa di magico di Elena Genero Santoro

Ciao Readers,

Oggi segnaliamo il nuovo libro di Elena Genero Santoro, fresco fresco di stampa ( uscito il 20 aprile). Torniamo in compagnia di Patrick e Futura e si ha la sensazione come di un ritorno a casa di vecchi amici che ci fanno sognare storia dopo storia. L’autrice torna nelle librerie per farci emozionare ancora una volta con un romanzo imperdibile che non vediamo l’ora di leggere.

4.bp.blogspot.com/-y2oRPWNduZo/WJVqHGp57YI/AAAA...
Elena Genero Santoro è nata nel 1975 a Torino, dove attualmente risiede con il marito e i
figli. Lavora nel dipartimento di ingegneria dei materiali di una nota casa automobilistica.
Scrive editoriali e recensioni di libri e film per il sito “Gli Scrittori della Porta
Accanto”, di cui è co-fondatrice.
Il suo primo romanzo, “Perché ne sono innamorata”, edito da Montag, è uscito nel 2013.
Sono seguiti “L’occasione di una vita” (Lettere Animate), “Immagina di aver sognato” e
“Diventa realtà” (PubGold), “Ovunque per te” e “L’ultima risata” (Policromia), “Claire
nella tempesta” e “Stanotte o mai” (Leucotea). “Un errore di gioventù”, “Gli Angeli del Bar
di Fronte” e “Il tesoro dentro” sono usciti in prima edizione tra il 2014 e il 2016 con 0111
Edizioni e ora sono stati ripubblicati con Gli Scrittori della Porta Accanto. Nel febbraio
2021 è uscito con Gli Scrittori della Porta Accanto il suo libro umoristico “Confessioni di
una #badmum”.


Titolo: Qualcosa di magico
Autrice: Elena Genero Santoro
Genere: narrativa, relazioni famigliari
Editore : PubMe (20 aprile 2021)
Lingua : Italiano
Copertina flessibile : 232 pagine
ISBN-10 : 8833668657
ISBN-13 : 978-8833668659
Peso articolo
: 376 g
Dimensioni : 15.01 x 1.47 x 21.01 cm
Editore : PubMe (2021)

E’ estate. Nella casa al mare di Futura e Patrick si alterna una girandola di ospiti: Mac, attore di Hollywood, alle prese con una commedia romantica e con una collega giovane e capricciosa; Hannah, che sogna di trovare l’amore con Marguerite; Viola, che ha un rapporto controverso con il cibo; Manuela, decisa a organizzare un matrimonio faraonico. Intanto Futura cerca di superare la morte del padre, ma Patrick dovrà riconoscere che Claire riesce ad aiutarla meglio di lui. La soluzione di tutti i problemi sarà nascosta nelle piccole gioie e nei dettagli in apparenza insignificanti che però si rivelano decisivi. Un romanzo che è un inno alla guarigione dell’anima

Estratto
Sbirciò nel piatto di Iago, che conteneva una costina alla brace. Se la carne suina vantava
centoquarantuno calorie per cento grammi, e in quel piatto ci stavano almeno tre etti di roba, il suo
ragazzo si stava ingollando più di quattrocento calorie solo di carne, senza contare il grasso in cui
era stata cotta e la cucchiaiata di maionese a fianco. Viola iniziò a fare il conto con l’aiuto delle dita.
La cifra che stimò le procurò una vertigine. E la birra? Altre cento calorie sprecate in un boccale da
duecento millilitri. Le bevande le davano particolarmente fastidio. Quelle del bere erano proprio
calorie inutili e zuccherine: le più dannose sulla faccia della terra
.

Storie Dell’Altra Favola di Iana Pannizzo

Ciao lettori,

Dopo tante recensioni, presentazioni e interviste, scrivo un articolo dedicato al primo lavoro letterario scritto da me medesima.  Ho il piacere di presentarvi un piccolo libro che porta il titolo “ Storie dell’altra favola”. Non si tratta di un libro dedicato ai bambini, assolutamente. Sono cinque racconti brevi a sfondo gotico ma soprattutto psicologico ispirati alle fiabe più famose.

Certo non troverete la bella principessa che vuole essere salvata nel castello, abbandonata e indifesa e nemmeno l’orco o il vampiro che rientra sempre nell’immaginario di qualcuno. Niente mostri, o per lo meno, niente dei mostri che conosciamo nelle fiabe. La stesura di queste cinque storie, nasce dalla voglia e dal bisogno di guardare oltre le apparenze, perché niente è più difficile che accettare la parte cattiva che vive dentro di noi. La teniamo nascosta perfino a noi stessi, ci fa paura come potrebbe farci paura una minaccia, la delusione di un amore non corrisposto.

 Pensiamo sempre di essere i buoni, i giusti, ma non sempre è così e non ce ne rendiamo conto. Tutti noi possediamo il potenziale di tutto, bisogna solo accettarlo. Ecco perché in un certo senso, mi sono ispirata alle favole riprendendo un filone fanciullesco e stravolgendo la storia con personaggi tutti miei, eludendo il clichè dell’eroina perfetta senza macchia e senza paura.

Ogni racconto racchiude una morale ben precisa e ogni personaggio anche il più insignificante ha una storia da raccontare. Non avete neanche idea di quanto sia difficile caratterizzarli in poche righe e a volte persino in poche battute.

 La prima, la seconda e la quarta storia è a sfondo gotico, ma non sfocia nell’orrore. La seconda e la quinta trattano il tema della morte e della speranza che ci sia qualcosa oltre in cui sperare. La terza storia è dedicata a mia madre, recentemente scomparsa. Ogni racconto è introdotto da una poesia a tema.

Vorrei dirvi tante cose in merito ma sarebbero troppe e rischierei di perdermi, ma se avete domande o curiosità sarò ben lieta di rispondere.. So soltanto che in certe storie vive la parte più vera di noi, quella che vorresti nascondere ma che invece lotta per emergere e liberarsi dei fantasmi che la società o il quieto vivere vuole a tutti i costi nascondere. Che dirvi se non augurarvi buona lettura.

Il libro è su Amazon in formato Kindle e cartaceo.  

Elvio Ravasio: intervista all’autore a cura di Iana Pannizzo

Ciao lettori,

per gli amanti della buona lettura e del genere fantasy, abbiamo intervistato l’autore Elvio Ravasio. Conosciamolo insieme con questa intervista.

Elvio Ravasio

Ciao Elvio e benvenuto al blog “ Un libro per amico – non solo recensioni”. Siamo molto contenti di averti qui con noi. Tu ormai sei ben lontano dall’essere un autore esordiente e la tua fortunata saga fantasy ti ha portato a essere molto apprezzato, anche da un pubblico non giovanissimo. Ti va di raccontarci come inizia la tua avventura di autore? Perché scrivi genere fantasy?

Ciao lana, credo sia una cosa che ormai sanno anche i sassi ma è sempre un piacere parlarne. Come moltissimi autori, in primis la Rawling, ho iniziato a scrivere perché volevo raccontare una storia a mia figlia. Regalarle una storia che non avrebbe trovato in nessun libro. Ogni volta che finivo un capitolo glielo leggevo prima di dormire. La scelta del genere è dovuta al mio imprinting, sono cresciuto con il fantasy e la fantascienza e fa parte di me fino al midollo. Anche se, per ora, ho abbandonato il fantasy classico. Mi piace dare al lettore sempre sensazioni nuove sperimentando i vari aspetti del fantastico.

Parliamo dei tuoi romanzi, dai Cinque Regni a Medioevo.

Le Cronache dei Cinque Regni è un fantasy classico con un paio di licenze che lo discostano dal fantasy puro alla Tolkien. Come prima cosa non ho messo nani, elfi e orchi ma ho creato un mondo ad hoc per la mia storia. Inventando animali, popolazioni, e unità di misura. La seconda particolarità è che tutti i protagonisti sono umani e hanno i poteri dalla nascita, senza bisogno di evocare incantesimi per scatenarli. Quattro libri che prendono diversi periodi della loro crescita fino all’età adulta.
Medioevo si discosta dal classicismo, è un distopico ambientato nell’anno 2354 con protagonisti immortali che provengono dal medioevo. Un intreccio tra passato, presente e futuro che vedrà un mago di 800 anni e una strega contemporanea al periodo di narrazione sovvertire un regime totalitario.

Parliamo di Nemesi, prossima uscita a maggio. Cosa puoi anticiparci di questo nuovo lavoro letterario?

Nemesi è un’idea ancora diversa, è ambientato nel 2021 a Milano, quindi un urban fantasy, e narra dell’ultimo processo alle streghe che si svolgerà nella città meneghina. Sotto certi aspetti è un prequel di Medioevo perché incontreremo alcuni personaggi già conosciuti. Scopriremo come è nato l’Ordine e molto altro che non vi posso raccontare.

Cos’è cambiato in te dal primo romanzo ad oggi?

Tantissimo. La padronanza del lessico, uno stile maturo e una visione diversa della struttura narrativa. Una ricerca continua per perfezionare la mia scrittura, quasi maniacale, e tanta voglia di regalare storie avvincenti e innovative.

Qual è il personaggio a cui ti senti più simile e perché?

Domanda da un milione di dollari. Dopo 6 libri e decine di personaggi la scelta è davvero difficile. Ripensando al passato e alle Cronache dei Cinque Regni, direi Elamar. Oggi sono vicino a Tiran o a Ian in Nemesi. Ma credo che ogni personaggio porti dentro una sfaccettatura di me e del mio carattere. Con il tempo si cambia e i personaggi cambiano con noi. È come chiedere a una madre quale figlio preferisce, sono un parto della mia fantasia e sono legato a tutti, nel bene e nel male.

E quello a cui ti senti più dissimile?

Diciamo che l’Ordine rappresenta tutto quello che combatto e condanno: prepotenza, odio, smania di potere, arroganza, povertà d’animo, egoismo ecc.
Quindi direi che tutti i personaggi che attingono a questi tratti e che fanno parte di un sistema corrotto e malato.

Hai mai pensato di scrivere un libro dove tutti i tuoi eroi sono concentrati in un’unica storia?

Non sarebbe compatibile con tutti i miei libri ma è una strada che sto percorrendo da Medioevo in avanti. In molti miei romanzi futuri, seppur diversi, dagli attuali si incontreranno figure viste in precedenza. Creando un gioco temporale che si intreccerà negli anni a venire.

Elvio, noi ti ringraziamo per averci dedicato il tuo tempo. Tanti in bocca al lupo per la prossima uscita anche se sappiamo già che sarà un successone come gli altri romanzi.

Grazie a te, è stato un piacere. Grazie per lo spazio e alla prossima avventura.
Ricordo che potete seguirmi su tutti i social anche se quello che frequento di più è Instagram. Sia su IG che sul mio sito http://www.elvioravasio.com potete iscrivervi alla mailing list e riceverete una sola mail al mese con novità ed eventi in programma.