Spazio ai giovani blogger: intervista a Camprogen di Cultura Fantastica a cura di Iana Pannizzo

Ciao lettori,

Abbiamo avuto il piacere di intervistare Camprogen del blog Cultura Fantastica.

Camprogen è giovanissimo, ama i libri e trasmette questa sua passione attraverso il suo blog e le recensioni. Diciamocela tutta, è bello vedere un adolescente passare dal pessimismo Leopardi alle cronache di Narnia, da Lo Hobbit ad Harry Potter. Noi del blog Un libro per amico- non solo recensioni, lo sosteniamo e incoraggiamo sperando che sempre più adolescenti seguano il suo esempio e scoprano che un libro è molto più affascinante di un videogioco. Leggete l’intervista per conoscere meglio questo ragazzino straordinario.

Ciao Camprogen e benvenuto ad un libro per amico- non solo recensioni. E’ un vero piacere averti qui con noi. E’ un po’ insolito vedere un ragazzo della tua età gestire un blog letterario, quindi direi di cominciare subito con le domande per conoscerci meglio. Com’è nata in te l’idea del blog Cultura fantastica di Camprogen?

Quest’idea mi è venuta dopo che un mio compagno di classe aveva aperto un blog sui videogiochi, io ho pensato di fare una cosa simile ma con i libri e la cultura generale (entrambe mie grandissime passioni).

Partendo da quello che ho trovato su YouTube, una serie di Booktuber che facevano recensioni di libri, ho voluto aggiungere letture, interviste curiosità, quiz e molto altro… tutto finalizzato a diffondere la cultura.

Preferisci autori contemporanei o classici e perché?

Ogni autore ha la sua particolarità, quelli contemporanei sono ricchi di avventura fantasia, mentre quelli classici di morali e idee. È difficile scegliere contemporaneo o classico, perché hanno delle caratteristiche diverse; amo sia l’uno che l’altro.

Io personalmente ho iniziato con Harry Potter, una saga che mi ha fatto amare la lettura; poi, indirizzato dalla scuola, mi sono immerso nel mondo dell’antica Grecia con i poemi Omerici per poi continuare con i classici, libri che mi hanno aperto la mente.

C’è un genere che proprio non ti piace e perché?

Non l’ho ancora trovato. Tutti i generi mi appassionano molto e sono i miei preferiti sotto vari punti di vista, non saprei decidere quale mi piace di meno.

Nel mio cuore ci sono soprattutto i fantasy, ma apprezzo e mi stimolano molto anche tutti gli altri generi che ho letto fin ora: gialli, classici, noir, storici, rosa, horror, formazione, avventura, sociale, epico, lirico.

Quando leggi un romanzo, cosa ti colpisce di più? Eventi, personaggi, morale, ambientazione. Cosa invece non vorresti mai trovare in un romanzo?

La cosa che mi colpisce sempre è la descrizione dell’ambiente, perché ognuno vede il mondo con occhi diversi e quello che penso io non è quello che pensa qualcun altro, ed è sempre interessante conoscere altre facce del mondo.

 La cosa che non vorrei mai trovare in un romanzo è l’assenza dei colpi di scena, non vorrei che la storia si sviluppasse in un modo che avevo già ipotizzato, sarebbe una storia ovvia. Mi piace quando ci sono delle sorprese… inaspettate.

Capita che un libro non soddisfi le nostre aspettative, cosa fai in questo caso?

Io personalmente continuo a leggere, nella speranza di trovare un cambiamento positivo che mi soddisfi. Non mollo, se non lo trovassi andrei fino all’ultima pagina per avere la soddisfazione di aver terminato un altro libro.

Da giovane blogger, che consigli daresti ai tuoi coetanei per avvicinarli alla lettura?

In questo periodo, chiusi in casa, per noi ragazzi è diventato difficile staccarci da uno schermo, ma io consiglio di iniziare da un libro non troppo lungo e che sappia rispecchiare gli hobby del ragazzo, così da indurlo nella strada del vastissimo mondo letterario.

Camprogen noi ti ringraziamo per averci dedicato il tuo tempo, siamo felici di avere un giovanissimo nel fantastico mondo letterario e ci rivediamo alla prossima intervista.

Davide Rossi: Storia di un numero. Recensione a cura di Iana Pannizzo

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Titolo
Storia di un numero
Autore
Davide Rossi
Editore
Rossini (Rende), 2020
ISBN
8831469819, 9788831469814

Un numero non è fine a se stesso: ha un’esistenza, una storia, un inizio e una fine. Un numero può essere umano, vivere e morire. In una contemporaneità corrosa dalla malavita e dall’opportunismo, Kenny nasce in un piccolo stato africano, flagellato dalla povertà, messo in ginocchio dalla corruzione, dimenticato e disprezzato dagli stessi esseri viventi. Condizioni disperate per chiunque abbia un minimo di misericordia per se stesso, difficilmente sopportabile per la sua natura estrema che si impone nella quotidianità sugli esseri viventi. La sua infanzia la trascorre a osservare il mondo che gli ruota intorno, che ansima, grida, muore, violento e insensato. Lui scruta, annota, studia e prova a conformarsi, ad adeguarsi alla realtà, che cruda e violenta si manifesta, investendolo senza freni: la sparizione del padre, il trasloco in un’altra zona, la morte della adorata zia, la presunta anormalità. A confortarlo e a salvarlo dalla solitudine c’è lo studio, i pensieri, vivaci e senza limiti, la curiosità verso l’ignoto e la natura. Camaleonte decide di adattarsi, di vivere secondo i canoni imposti senza rischiare, coltivando un’irrazionale voglia di responsabilità. Ciò non lo salva dai suoi simili, spietati e potenti, che lo costringono a scappare via dalla sua terra, verso un ignoto chiamato Europa. Un viaggio lungo e pericoloso, attraverso posti incantevoli abitati da personaggi senza scrupoli, poveri diavoli, disperati, dalla sopravvivenza e dalla morte. Storie di tanti numeri uniti nella speranza di una resurrezione e dall’infame destino di rappresentare solo delle anonime cifre. Un percorso lungo, attraverso deserto e mare, prigionia e amore, fra carcasse umane e di civiltà.

RECENSIONE a cura di Iana Pannizzo

Questo romanzo ha riportato alla mia memoria una vecchia canzone dal titolo “ Da fratello a Fratello” e che diceva più o meno così: L’Africa non è lontana, dal mio cuore al tuo cuore, se la pelle è diversa, non facciamo l’errore di guardarci con odio e di evitarci per strada, di pensare sbagliando di non essere uguali..” Se dovessi riassumere questo libro lo fare certamene con questa canzone.

 L’autore scrive una storia amara, tra domande esistenziali, affetti mancati e il vuoto dentro che si allarga come un enorme buco nero che divora tutto e anche molto velocemente. Scritto in prima persona, rende bene i sentimenti di un ragazzo che trova il coraggio di cambiare una condizione che sembra ferocemente e pericolosamente statica tra solitudine e smarrimento.

 Ci si ritrova diversi, estranei a se stessi, la rottura con il passato che lacera e spacca dentro come un’accetta, un grosso arbusto. Il protagonista della storia fa i conti con le proprie scelte, con i giudizi della gente, paragonabile ad un uccellino che spicca il volo per la prima volta, viene colpito dai cacciatori e sopravvive suo malgrado a dispetto di una volontà che lo vorrebbe morto.  

La storia ha un impatto molto forte sul lettore che viene spiazzato da una realtà che non immagina ma che al di là del mare, di un confine, di un orizzonte che solitamente si scruta senza pensare, sussiste a onor del vero, fra i disperati, i sopravvissuti e chi affida il corpo a un mare impietoso.

Ritmo veloce e fresco che contrasta con un andamento lento e dettagliato che specifica le dinamiche degli eventi. Stile schietto, con frasi brevi e ad affetto che va dritto al cuore senza preamboli e senza contorni che si aggiungono inutilmente al contenuto per cui facile immaginare la povertà, la spensieratezza e le tragedie osservate con gli occhi di un bambino che non rinuncia però a essere tale.  Poi si sa. l’incantesimo dell’infanzia si spezza.  

Cercare un futuro sembra un sogno matto o forse follia è restare a sopravvivere e trascinarsi d’inerzia in una terra tanto amata quanto ostile. Sembra che L’africa sia una prostituta che si vende al miglior offerente, una prostituta triste, sofferente e tuttavia sognatrice che tiene per sé il valore più alto, più giusto e più nobile: la libertà.

La vita e la morte sono compagni di viaggio che attanagliano il corpo e la mente, nel silenzio, nell’essenza di un io che fatica a non perdersi.

Un romanzo che lascia l’amaro dentro perché va oltre le ipocrisie del finto perbenismo di una terra che sembra l’America per i tanti profughi che non chiedono altro che il diritto di vivere. Una storia che invita alla riflessione e che volge alle domande ma più alle risposte la paura del diverso, dello sconosciuto, di uno sguardo che parla di terre lontane ma non troppo e di esseri umani trattati al pari di bestie da macello.

Storia di un numero è un romanzo interessante da molti punti di vista, che lascia una crepa sensibile nel viaggio in cui tutti siamo solamente un numero: la vita.  

Davide Rossi: segnalazione.

Ciao lettori,

Segnaliamo il libro di Davide Rossi . A breve anche la recensione.

Storia di un numero - Davide Rossi - copertina
Editore: Rossini (Rende)
Anno edizione: 2020
In commercio dal: 30 dicembre 2020
Pagine: Brossura
EAN: 9788831469814
Descrizione
Un numero non è fine a se stesso: ha un’esistenza, una storia, un inizio e una fine. Un numero può essere umano, vivere e morire. In una contemporaneità corrosa dalla malavita e dall’opportunismo, Kenny nasce in un piccolo stato africano, flagellato dalla povertà, messo in ginocchio dalla corruzione, dimenticato e disprezzato dagli stessi esseri viventi. Condizioni disperate per chiunque abbia un minimo di misericordia per se stesso, difficilmente sopportabile per la sua natura estrema che si impone nella quotidianità sugli esseri viventi. La sua infanzia la trascorre a osservare il mondo che gli ruota intorno, che ansima, grida, muore, violento e insensato. Lui scruta, annota, studia e prova a conformarsi, ad adeguarsi alla realtà, che cruda e violenta si manifesta, investendolo senza freni: la sparizione del padre, il trasloco in un’altra zona, la morte della adorata zia, la presunta anormalità. A confortarlo e a salvarlo dalla solitudine c’è lo studio, i pensieri, vivaci e senza limiti, la curiosità verso l’ignoto e la natura. Camaleonte decide di adattarsi, di vivere secondo i canoni imposti senza rischiare, coltivando un’irrazionale voglia di responsabilità. Ciò non lo salva dai suoi simili, spietati e potenti, che lo costringono a scappare via dalla sua terra, verso un ignoto chiamato Europa. Un viaggio lungo e pericoloso, attraverso posti incantevoli abitati da personaggi senza scrupoli, poveri diavoli, disperati, dalla sopravvivenza e dalla morte. Storie di tanti numeri uniti nella speranza di una resurrezione e dall’infame destino di rappresentare solo delle anonime cifre. Un percorso lungo, attraverso deserto e mare, prigionia e amore, fra carcasse umane e di civiltà.

Loriana Lucciarini: segnalazione

Ciao Lettori,

Segnaliamo il nuovo romanzo dell’autrice Loriana Lucciarini.

A breve anche la recensione del libro.

IL SUSSURRO DEL LAGO

Loriana Lucciarini

Anno pubblicazione: 2021

Editore: Amazon Kdp

Codice  ASIN: B08Y7YKTX3  

               ISBN-13: 979-8703742402

Genere letterario: Thriller psicologico, giallo,

Numero di pagine: 160 pp.

Formato: cartaceo, copertina flessibile + ebook

Prezzo: 15,00 euro  – 2,99 euro

Link acquisto:

Amazon carta: https://www.amazon.it/dp/B08Y9C9FF2/ref=tmm_pap_swatch_0?_encoding=UTF8&qid=1615227852&sr=8-2

Amazon ebook: https://www.amazon.it/Sussurro-del-lago-Loriana-Lucciarini-ebook/dp/B08Y7YKTX3/ref=tmm_kin_swatch_0?_encoding=UTF8&qid=1615227852&sr=8-2

Sinossi: “L’oscurità dilaga ma io ho lasciato accese piccole fiammelle. Se andrai nel bosco e le seguirai ti porteranno da me. Come le molliche di pane, come il canto delle sirene. Come il flauto di Pan, come il profumo di marzapane. Come le campane della domenica, come le lettere d’amore nascoste nei libri. Come i dettagli inaspettati che fanno la differenza. Ti ho lasciato segnali, molliche, sussurri, suoni, canzoni, aromi, dettagli e ricordi, tutti per te. Se andrai nel bosco ti porteranno da me.”

Un thriller psicologico ambientato nella Tuscia viterbese.

Il corpo di Chiara Roberti, figlia di un noto imprenditore della zona, viene ritrovato impigliato fra il canneto e la riva del Lago di Vico, a Viterbo. La ragazza, fuggita da casa giorni prima, era sotto cura psichiatrica e gli inquirenti archiviano il caso come suicidio. Eppure questa storia è destinata a non chiudersi perché, due anni dopo, quando la criminologa Anna Lorenzi torna in Italia, nella posta in giacenza trova una cartolina proprio di Chiara. Il messaggio è criptico e apre scenari diversi e inquietanti. Così Anna, spinta dalla necessità di far luce sulla sorte della sua allieva, indagherà per riaprire il caso, aiutata dalla giornalista Vanessa Sardo, che fin dall’inizio ne ha seguito le vicende. Riusciranno le due donne – testarde, intuitive e determinate – a decifrare il mistero legato alle ombre e ai segreti che Chiara Roberti si è portata con sé, nel fondo delle chete acque del lago?

Elena Genero Santoro: Confessioni di una BADMUM. Recensione a cura di Iana Pannizzo

Confessioni di una #badmum - Elena Genero Santoro - copertina
Editore: PubMe
Collana: Gli scrittori della porta accanto
Anno edizione: 2021
In commercio dal: 25 febbraio 2021
Pagine: 132 p., Brossura
EAN: 9788833668123
Descrizione

Cosa deve fare una madre per essere considerata una #goodmum con tutti i sacri crismi? Allattare fino allo svenimento e fino a perdere i capelli. Abituare il proprio Neonato all’indipendenza facendolo dormire sempre nella sua culla. Usare con i Signori Figli un tono fermo ma gentile e non alzare mai la voce. Al mattino svegliarli con estrema dolcezza per accompagnarli puntuali a scuola. Scegliere gli istituti scolastici con i programmi formativi migliori. E tante altre cose che i manuali di pedagogia elencano e che io mi guardo bene dal mettere in pratica. Perché io sono una #badmum e queste sono le mie #confessioni. Che restino tra noi e tra quelli che seguono la mia rubrica su Facebook.

Recensione

Se potessi descrivere un libro con una sonora risata, lo farei. Davvero ho riso di gusto come quando riguardi i cartoni di Tom e Jerry in età adulta e ti diverte allo stesso modo di una bambina. Confessioni di una Badmum fa lo stesso effetto e se dovessi definirlo senza usare giri di parole direi che assomiglierebbe al suono di uno swing ad una festa fra giovani degli anni 50, giusto per darvi un’idea concreta dell’effetto Elena Genero Santoro.

L’autrice, che non ha bisogno di molte presentazioni per la sua bravura, capacità di narrazione e storie che vanno ben oltre il romanticismo fine a se stesso, stupisce con una esuberante comicità che inchioda il suo lettore alle pagine senza smettere di farlo sorridere.

Più che un romanzo, sono scorci di via vissuta che l’autrice descrive con fine vivacità. Una lettura adatta a tutti in cui ci si può ritrovare nelle simpatiche vicende della Badmum come donna, come mamma e come figlia. Una vera benedizione per chi attraversa un periodo non proprio roseo e vuole risollevarsi il morale.

Ancora una volta Elena Genero Santoro si dimostra versatile e di talento perché sa emozionare ma anche divertire. Si avvertono comunque la tenerezza, la gioia e tutto l’amore che solo una madre può provare e vivere nei confronti dei figli, ma nonostante con tutto ciò che ruota intorno e senza troppo buonismo. Un vero spasso da leggere tutto d’un fiato, per prendersi una pausa dai pensieri e ritrovare quel pizzico di ilarità e buonumore che non guasta mai.  

Fabio Cosio e Nino Raffa: autori a confronto a cura di Iana Pannizzo

Ciao lettori,

Il confronto che seguirà in questo breve articolo, andrà a conoscere due autori di notevole bravura. A mio avviso tra i più meritevoli, per quanto concerne la narrativa storica, per competenza, capacità e approfondimenti che non solo coinvolgono il lettore in un passato lontano, ma che si integra perfettamente a personaggi e situazioni di pura fantasia che portano il lettore lontano, in epoche in cui il pensiero era lecito se avevi il potere e punito se ti riteneva scomodo per la società. La storia si narra in molti modi, attraverso personaggi illustri, un’epoca buia, descrizioni ambientali o ancora mediante gli anni della peste e di marasma come un’allucinazione collettiva. Cosa accomuna però questi due autori sebbene la loro tematica sia così palesemente diversa? La fede e il modo in cui Dio è percepito. Conosciamoli un po’ più da vicino.

L'intervista di TSD – Fabio Cosio
Fabio Cosio, nasce nel 1976, vive a Venaria Reale (To). Nel 2015 pubblica il suo primo libro “Genesi“, romanzo storico sulla vita dell’eretico fra Dolcino da Novara..
Nel 2018 pubblica il secondo volume dal titolo “Atti degli apostoli“.
Sempre nel2018 pubblica il romanzo di narrativa fantasy “Macchia
Nel 2020 esce il terzo e ultimo libro della trilogia Penitenziagite:” Apocalisse“.
Nino Raffa è nato nel 1964 a Messina, dove vive.  Ha studiato presso i padri Gesuiti e si è laureato in Economia.
Ha pubblicato tre romanzi con la casa editrice EEE.
La bomba di Majorana (2012).
L’amore allo Specchio (2013)
La versione di Abbondio (2020). Riscrittura dei Promessi  Sposi  che confida nell’indulgenza del buon Manzoni.
Nino Raffa ha pure pubblicato con la stessa editrice due opere teatrali.
Il gatto di Majorana (2017). Ettore Majorana e il Gatto di Schrödinger. Nel teatro della vita, autore, personaggi e spettatori siamo – e non siamo – tutti imprigionati in una scatola. Chi l’ha costruita? Chi solleverà il coperchio?
Colazione a Tiberiade (2017). E se Dio fosse donna?

 Struttura esterna: Cosio rende evidente luoghi di culto cattolico nella loro grandezza per far osservare una dottrina che con i suoi riti e i suoi segreti, controlla e sovrasta.

Raffa fa notare l’anima del Caravaggio, scalza, provocatoria, apparentemente disconnessa dalla trama e dagli intrecci della storia, alla quale però una mente fine e attenta, riesce a coglierne il messaggio intrinseco.

Struttura interna: Cosio, ripercorre la vita di un uomo che ha segnato un’epoca facendo parlare di sé anche dopo la sua morte, un uomo che ha saputo rendersi immortale lottando per un’ideologia che sa di purezza ma è anche sanguinaria e non perdona. Un dualismo eterno tra il sentimento, la fede e l’amore per essa e ancora, la rabbia con la voglia di rivalsa nei confronti di coloro che abusano di potere e non crede. Biografia romanzata non per far perder le tracce della storia, tutt’altro.

Raffa ci parla della fede attraverso la rivisitazione dei Promessi Sposi e destreggiandosi fra i personaggi immaginari e quelli realmente vissuti, si fa largo in una visione più aperta e più completa di una e più vite che condiziona il pensiero comune.

In entrambi gli autori un movimento liberatorio e provocatorio entra in gioco a ruota libera nella storia e galoppa come un cavallo imbizzarrito nella foga degli eventi più cruenti. Lo vediamo in Dolcino, e lo vediamo in Abbondio che nel romanzo di Raffa lo avrebbero messo volentieri al rogo ( ben diverso dall’Abbondio conosciuto del Manzoni). I due personaggi sono molto simili, nessuno dei due si arrende alle barbarie che mortificano il corpo, lo spirito e l’intelletto.

Lo stile: Cosio ci parla di Dolcino in una realtà romanzata, Raffa ci fa conoscere la storia attraverso  una verità contestuale. Cosio è di penna decisa, carica di trasporto emotivo, Raffa invece è metaforico e per certi versi più delicato, ma sono entrambi forti di penna e di pensiero.

Dogma religioso e pensiero scientifico in Raffa, che ha avuto il coraggio di riscrivere in una versione tutta nuova un mostro della letteratura come quella del Manzoni, religione e superstizione in Cosio, che ha riscattato con orgoglio, un’icona perniciosa nella storia della Chiesa.

Sebbene le storie siano ambientate in tempi assai diversi tra loro, ciò che accomuna i nostri principali protagonisti è la ricerca del genuino, del vero, quella smania di vedere un bene superiore che si manifesta attraverso il corpo. Entrambi gli autori meritano di essere letti nelle scuole superiori per sensibilizzare non solo i ragazzi ma anche i docenti più conservatori.

 

Rachel Wells: recensione a cura di Iana Pannizzo

Il gatto che aggiustava i cuori
Come ogni gatto, Alfie adora passare le sue giornate sonnecchiando sul divano davanti al camino. Un po’ di carezze, un po’ di fusa rumorose, ed è felice. Ma all’improvviso è costretto a lasciare la casa in cui è cresciuto, e si ritrova solo e sperduto per le strade di Londra. Tutto cambia quando arriva in Edgar Road, una via piena di verde e di bellissime villette a schiera. Alfie capisce subito che solamente lì può sentirsi di nuovo a casa. Solamente lì può trovare una nuova famiglia. Eppure gli abitanti del quartiere non sono pronti ad accoglierlo. Concentrati sui loro problemi, non hanno tempo per occuparsi di lui. Fino a quando scoprono che non è un gatto come gli altri. Ha un dono speciale: è capace di riconoscere i desideri più nascosti. Alfie sa bene che Claire è ancora in cerca di amore dopo essere stata lasciata dal marito; che Jonathan, cinico e disincantato, in realtà si sente troppo solo, e che Polly vorrebbe solo qualcuno in grado di proteggerla. Giorno dopo giorno, si accorgono di quanto abbiano bisogno di lui. Il loro nuovo amico è pronto ad aiutarli, a provare a cambiare le loro vite, a riaccendere le loro speranze. Perché Alfie è in grado di aggiustare quello che il destino a volte ha rotto e di ascoltare la melodia silenziosa dei loro cuori.
Rachel Wells su Amazon.it: libri ed eBook Kindle di Rachel Wells
Rachel WellsIl gatto che aggiustava i cuori (2015), Il gatto che insegnava a essere felici (2016), Il gatto che regalava il buonumore (2017), Alfie va in vacanza (Garzanti, 2017), Il gatto che donava allegria (2018), Il gatto che aiutava a trovare nuovi amici (2019) – Garzanti Editore. Per un pubblico più giovane scrive  Alfie un gatto per amico (2017).

RECENSIONE a cura di Iana Pannizzo

E’ una storia dolce, che scalda il cuore e acquieta l’animo. Il personaggio principale è un gatto grigio, che è anche la voce narrante. Tra le vicissitudini della vita, il piccolo felino dovrà trovare un modo per superare le perdite affettive e ricominciare da solo una nuova vita con altri amori e altre certezze.

Il romanzo, che è solo il primo di una serie, non si limita però alla descrizione e alle avventure che un felino è capace di vivere. In esso c’è una grande metafora che si adatta perfettamente anche al genere umano: in primo luogo la capacità di accettare una perdita e riorganizzare la propria vita con le proprie forze, in un mondo sconosciuto, osservando con occhi nuovi il proprio modo di pensare e di agire.  La paura da gestire, non da sconfiggere, perché senza la paura non può esserci coraggio e senza coraggio non può esistere virtù.

 Ci sono delle tematiche importanti anche se scritte con una leggerezza da togliere il fiato. Come la depressione post partum, la nostalgia della propria terra e della propria casa in cerca di un futuro migliore, la solitudine e il senso di fallimento che compromette la nostra autostima.  Al di là della storia in cui un gatto “ aggiusta i cuori “, si può pensare che un felino abbia davvero il potere e la capacità di vedere attraverso il nostro sguardo? La risposta a mio avviso è assolutamente sì.  Nei gatti c’è molto di più di un semplice rannicchiarsi tra fusa e pisolini.

Lettura ideale per chi sta attraversando un periodo difficile o è sottopressione. Conquista, intenerisce e cattura l’attenzione con naturalezza. Una penna delicata quella della Wells, che sa attribuire ai bisogni di un gatto anche i grandi problemi degli amici umani.

Madeleine Sophie Townley e Manuela Siciliani: autrici a confronto a cura di Iana Pannizzo

Ciao lettori, oggi confronteremo due autrici e due personaggi del genere romance. Entrambe giovani, belle e brillanti. Le loro protagoniste sembrano somigliarsi per chi si avvicina ad un genere di lettura che seppur parla d’amore, non manca di ilarità e simpatia. Le nostre autrici sono Manuela Siciliani e Madeleine Sophie Townley, conosciuta con lo pseudonimo di Sophie Kinsella.

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Laureata nell’interfacoltà PoliticaEconomia e Filosofia presso il New College di Oxford, ha lavorato per breve tempo come giornalista finanziaria per poi dedicarsi alla narrativa. Ha pubblicato con il suo vero nome sette romanzi rosa,
Nel 2000 con lo pseudonimo Sophie Kinsella (cognome di sua madre) ha pubblicato il suo primo successo internazionale, The Secret Dreamworld of a Shopaholic, il cui titolo nell’edizione in italiano è I Love Shopping. Fra il 2000 e il 2010 ha firmato come Kinsella altri nove romanzi, fra cui cinque sequel di I love shopping.
Risultato immagini per manuela siciliani biografia
Manuela Siciliani è nata a Torino nel 1978. Laureata a Milano in Relazioni Pubbliche, oggi vive a Sanremo. Mamma e moglie prima di tutto, fa l’agente di viaggi per passione e scrive per diletto. Rebecca Town, la protagonista dei suoi romanzi, vi porterà alla scoperta di meravigliose città dove, suo malgrado, si troverà a risolvere complicati casi di omicidio. Il tutto condito da leggerezza e love story.

Ci concentreremo in primo luogo sul personaggio principale che da corpo ai libri delle nostre autrici. Cosa hanno in comune? In realtà molto poco anche se ciò che salta sunito all’occhio è il nome: Rebecca.

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La Kinsella, mette in mostra un personaggio brillante ma non troppo e per questo si aggiudica le simpatia del grande pubblico femminile. Adora essere al centro dell’attenzione e lo shopping. Immagina se stessa nella mente della gente soprannominandosi con i nomignoli più strani, anche se non corrisponde mai alla verità oggettiva. E’ leale e altruista ma anche impulsiva, prolissa e tremendamente irritante.

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La Siciliani, ci fa conoscere una Rebecca riflessiva, che anche se sa cacciarsi nei guai, non perde il senso della realtà e della ragione. E’ coraggiosa, passionale, e di gran lunga più interessante dell’altra Rebecca. Personaggio sensibile e delicato, si dona senza riserve accettando le sofferenze.

Nella tessitura della trama della Kinsella è ovvio supporre che al termine della storia tutto vada per il meglio precludendo ogni sorpresa e come si addice ad un romanzo rosa, in quella della Siciliani invece non sempre è tutto bene quel che finisce bene, dando una marcia in più alle vicende della ragazza.

Romanticismo e humor nella Kinsella, romanticismo e tinte noir nella Siciliani.

Il ritmo della Siciliani è più veloce di quello della Kinsella anche se entrambe dimostrano di avere una notevole capacità descrittiva.

Anche nella struttura esterna si possono trovare concordanze e differenze: La Siciliani mostra la stessa sagoma femminile ma con monumenti diversi, perchè le sue avventure sono ambientate in luoghi diversi e ciò fa supporre che l’intreccio di una storia dia nozioni interessanti sul luogo prescelto. La Kinsella, mette in evidenza la passione principale della sua protagonista: lo shopping.

Due protagoniste, due emozioni. Personalmente, avendo letto i libri di entrambe le autrici, ho preferito la Rebecca della Siciliani, con più testa e più razionalità rispetto alla Rebecca della Kinsella tutta cuore e impulsività.

Trudi Canavan e Alessia Francone: autrici a confronto a cura di Iana Pannizzo

Ciao Lettori, oggi vi parlerò di due autrici di genere fantasy e confronteremo i loro bellissimi libri . Si tratta di Alessia francone e Trudi Canavan. Cominciamo con qualche nota biografica per conoscerle un pò più da vicino.

Trudi Canavan è nata nel Kew, a Melbourne (Australia)Nel 2001 scrisse La corporazione dei maghi (primo romanzo della trilogia The Black Magician) che ottenne un clamoroso successo tant’è che il secondo romanzo La scuola dei maghi, del 2002, venne candidato agli Aurealis Award per il miglior libro Fantasy. Il terzo libro, Il segreto dei maghi, fu pubblicato nel gennaio 2003 e di nuovo candidato agli Aurealis.Nel 2010 è stato pubblicato il romanzo L’apprendista del mago che narra le vicende di Kyralia ben 600 anni prima la fondazione della Corporazione. 

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Alessia Francone, è nata a Lanzo Torinese. Nel 2016 pubblica da autrice indipendente la maga di Reinkar, il suo primo libro. La saga prende corpo nel 2017/18 con I nemici di Reinkar e I segreti di Reinkar. Fa parte del direttivo collettivo scrittori uniti csu.

La Canavan scrive la saga dei maghi, composta da due trilogie e un libro introduttivo autoconclusivo, la Francone si destreggia in una tetralogia che all’inizio ricorda parecchio la protagonista della Canavan, ma allo stesso tempo scopre un’eroina assolutamente distinta.

Cominciamo dalla struttura esterna:

La Canavan ci presenta chiaramente la sagoma umana che richiama la forza e la volontà, la concentrazione e la disciplina. Attraendo il lettore per il suo mistero intrinseco.

La corporazione dei maghi - Trudi Canavan - copertina

La Francone da rilievo alle energie della natura trascendendo dalla realtà sensibile e per questo attrae il lettore, in quanto suscita una innata curiosità per l’ignoto.

Risultato immagini per reinkar

Nella struttura interna le due autrici non potrebbero essere più dissimili.

La Canavan affronta la storia come un lungo viaggio dove alla fine ci si riposa per continuare sullo stesso fronte con nuove e vecchie conoscenze.  I romanzi si concludono con un filone aperto e pronto ad essere ripreso.

 La Francone invece preferisce un percorso più leggero e più facile. Infatti, tuti i suoi romanzi sono divisi in tre lunghi capitoli autoconclusivi. Allo stesso tempo però continua l’avventura riprendendo il corso del capitolo precedente.

Andiamo ai protagonisti: La Canavan ci fa conoscere la sua paladina dagli albori di una gioventù ribelle, indomabile, che in un primo momento si piega alla volontà altrui per forgiare in seguito un temperamento fiero, caparbio , capace di incutere rispetto e timore.

La Francone invece ci presenta un’eroina adulta con qualche scorcio iniziale di un’infanzia spezzata dalla crudeltà del crudele di turno. E’ una donna gentile ma anche cauta, generosa, altruista che fa emergere volontà e una determinazione.

La protagonista della Canavan è di umili origini, mentre quella della Francone è una regina. Entrambe con un nobile cipiglio, ma sebbene austere mai presuntuose.

In entrambe le autrici, anche i personaggi secondari godono di un certo rilievo. Non fanno solo da cornice, ma diventano veri e propri portatori di avventure.

Il ritmo della Canavan è lento, quella della Francone molto più incalzante ma entrambe sortiscono la stessa efficacia, catturando l’attenzione del lettore e farlo ” innamorato ” dei sui protagonisti.

Mentre l’ambientazione in cui la Canavan  si concentra è principalmente un luogo circoscritto con pochi sprazzi di una vita al di fuori dalle sue mura, la Francone fa viaggiare i suoi personaggi in giro per il mondo di Reinkar tra le avventure che richiamano storie antiche, miti e leggende.

Sequenze descrittive e dialoghi sono fortemente presenti in entrambe le saghe che regalano emozioni ai lettori che vogliono “ innamorarsi “ , i quali si ritrovano a vivere avventure e disavventure, le amarezze e le gioie. Ma se parliamo di lieto fine, possiamo affermare che, mentre la Canavan lascia quel sapore amaro mescolato alla nostalgia e alla sensazione di aver perduto qualcosa, la Francone non disdegna la dolcezza di cuori e amori ritrovati dopo varie tempeste emotive.

Sarebbe davvero bello un giorno se potessimo vedere questi due talenti straordinari in un confronto a tu per tu. Personalmente ho amato in modo viscerale entrambe le saghe. Entrambe le autrici così simili e dissimili allo stesso tempo sono meritevoli di essere lette.