nadia dicursi libro

Trama del libro

Affreschi di una famiglia napoletana del Dopoguerra, colta nel momento di affrancarsi dalla povertà portata dalle conseguenze del conflitto appena passato, con i giovani presi dal desiderio di volersi affacciare alle nuove opportunità di rinascita e di svago offerte dalla ricostruzione. Di contro, genitori rimasti severi e distanti, presi dai problemi pratici propri della sopravvivenza, e per il momento non interessati ad altro. Poi la trasformazione attraverso gli anni, l’emancipazione, il passaggio di una generazione…

RECENSIONE del libro  a cura di Iana Pannizzo

Il romanzo presenta la nota malinconica della nostalgia attraverso la visione adulta dei ricordi di bambina, riflesso narrante dei protagonisti che si rincorrono tra le vicende della vita. Tenero e per alcuni versi toccante, l’autrice ci porta in un tempo lontano, nel genuino splendore della giovinezza e dei primi amori, dell’incanto e disincanto, dei baci rubati e matrimoni falliti.

Più che semplici ombre del passato, la narratrice ci accompagna in una realtà, la sua, per desiderio di condivisione e forse per non perdere tracce di generazioni perdute nel tempo.

Un romanzo semplice, che rievoca una famiglia come tante. Di lettura piacevole, che traccia sulla scia dell’inquietudine una sana voglia di vivere e d’amare, con la voglia di esserci, senza chiedersi cosa resta di un sogno infranto o come se amore non ci fosse mai stato.

Amori nati, finiti e sospesi.

Quando si legge un romanzo come quello della Dicursi, non si può fare a meno di pensare a vecchi film romantici, come quelli che ci facevano battere il cuore da ragazzini.  Richiama infatti, gli anni autentici della verde età e ripercorre attraverso la storia di una bambina, anche la nostra di storia, con le gioie ma anche ombre, giorni cupi di pianti dei primi amori che avevano il sapore dell’eterno, per poi perdersi come un dente di leone, soffiato in un tardo pomeriggio assolato.

Consigliato a chi vuol perdersi nei sogni e nei ricordi. Ai romantici e ai disincantati.

Iana Pannizzo

  

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